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27/08/2008 "Ecoabbigliamento" Organic Clothes
 
"Ecoabbigliamento"
Sono buone le prospettive per l’Ecoabbigliamento... Intanto l’Onu proclama il 2009 anno della fibra naturale
22-08-2008 - Fonte: Green Planet.net
 
2009 ANNO DELLA FIBRA NATURALE.
SONO BUONE LE PROSPETTIVE PER L’ECOABBIGLIAMENTO

Si è svolto a Londra il Organic and Sustainable Textile Seminar, il primo convegno informativo su tessuti biologico e a basso impatto ambientale, dedicato ai marchi del settore dell’abbigliamento. Intanto l’Onu proclama il 2009 anno della fibra naturale.

Organic Exchange, l’associazione che da anni si occupa di promuovere i tessuti realizzati con fibre vegetali biologiche, in collaborazione con Made-By ha organizzato lo scorso giugno a Londra un convegno destinato agli addetti del settore abbigliamento.
Lo scopo del primo Organic and Sustainable Textile Seminar for Brands and Retailers è stato quello di diffondere la “moda sostenibile” come pratica diffusa, sviluppare forniture sostenibili e aumentare la trasparenza nel settore dell’abbigliamento. Il marchio creato dall’olandese Made-By garantisce, nel settore dell’abbigliamento, il rispetto di valori sociali ed ambientali nell’intero arco produttivo di un capo acquistato e grazie ad un sistema track &trace, il consumatore può sapere come un prodotto è stato realizzato.

La necessità di sviluppare nuovi valori d’impresa, non è solo un esigenza dettata dalle condizioni ambientali, è l’opinione degli organizzatori dell’incontro, ma da segnali inequivocabili del mercato. Marchi del calibro di Marks&Spencer, H&M, C&A, Woolworth, Macy’s, Stella Mc Cartney e Kuyichi sono già coinvolti nel settore. Il 37 % del cotone di Kuyichi è biologico e il 22 % dei capi prodotti sin dal 2006 sono tracciabili. Le collezioni K310 della britannica Howies sono biologiche così come una parte rilevante della Expresso collection è altresì realizzata con cotone di provenienza certificata. Marks & Spencer possiede 300 negozi nella sola Inghilterra, 14 milioni di clienti la settimana, e un fatturato superiore ai 10 miliardi di euro l’anno. Secondo Graham Burden, responsabile dell’azienda, il consumatore deve fidarsi del marchio.

Un’indagine commissionata dall’azienda ha evidenziato che il 78% dei clienti vorrebbe sapere di più a proposito di tessuti biologici, come avviene la loro lavorazione, quali sono le condizioni di chi lavora nella produzione e, soprattutto, da dove arrivano le materie prime e se sono stati utilizzati prodotti chimici nella coltivazione. Nel programma che la M&S ha sviluppato per i prossimi 5 anni vi sono 5 impegni: ambiente, rifiuti, materie sostenibili, collaborazioni con partner eticamente corretti e salute. Attualmente l’azienda utilizza ogni anno 60.000 tonnellate di fibre. Nel 2007, 750.000 capi e prodotti per la casa sono realizzati completamente con cotone bio.

Koen Snoeren della GFK, ha illustrato un’indagine a campione sull’andamento del mercato che ha misurato il comportamento dei consumatori, chiarendo le tendenze e i movimenti all’interno del settore eco sostenibile. I mercati più rilevanti, in Europa, per la moda ecosostenibile sono Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia. Il prezzo medio per un capo che risponde a queste caratteristiche è € 20. In Germania il consumatore preferisce ricevere direttamente a casa i prodotti scelti via internet, in Italia rimane salda la funzione del negozio.

Per quanto riguarda il livello d’interesse per i consumatori a proposito di fattori quali etica, fairtrade ed ecosostenibilità, le risposte sono state chiare. Abbastanza importante per il 59% degli intervistati, il 24% ha invece risposto di non aver mai fatto attenzione alla cosa, mentre per il 17% non ha nessun valore. I vestiti devono essere innanzitutto “alla moda”, e se lo sono allora per il 53% è importante che siano fatti con metodi etici. Il 70% dei consumatori ritengono importante che non vi sia sfruttamento minorile, il 15% prestano attenzione alla certificazione biologica.

In Olanda è stato rilevato come la confusione e la mancanza di un’informazione adeguata incidano sulle scelte dei consumatori. La gente ha necessità di avere informazioni in merito a pesticidi, contaminazioni delle falde idriche, elementi tossici, sicurezza dei lavoratori e oggigiorno, sempre di più, anche sull’ impronta ambientale lasciata dai prodotti acquistati.

Notizie sul fronte del riciclo sono state diffuse da John Mowbray, della rivista Ecotextile News: www.ecotextile.com
il 95% dei tessuti impiegati nell’industria automobilistica Usa provengono da riciclo, nazione che produce comunque 2.63 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. che significa più di 400 milioni di unità.

L’Onu ha proclamato il 2009 l’anno della fibra naturale.
http://www.naturalfibres2009.org

fonte: bio-markt

Tratto da: www.greenplanet.net

 
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